L'Orientamento Terapeutico

Non sei un insieme di sintomi. Sei una storia che prova a mantenere un senso.

 

Il mio orientamento è cognitivo-costruttivista e post-razionalista. Significa che non considero pensieri ed emozioni come elementi sbagliati da correggere, ma come parti di un modo personale di dare significato alla realtà. Ognuno di noi costruisce nel tempo una propria maniera di sentirsi, leggere gli altri e affrontare ciò che accade. Questa organizzazione nasce dalla storia personale e dalle relazioni più importanti e, per molto tempo, può aiutarci a mantenere equilibrio e coerenza. In alcuni momenti della vita, però, quel modo di funzionare può diventare troppo rigido o non essere più sufficiente. Possono allora comparire ansia, tristezza, rabbia, senso di vuoto, difficoltà relazionali o altri sintomi. Il lavoro psicologico non consiste nel cancellare ciò che provi, ma nel comprenderne il senso, collegarlo alla tua esperienza e rendere più ampio e flessibile il modo in cui puoi affrontare la vita. Il sintomo non è il nemico: spesso è il tentativo, faticoso ma comprensibile, con cui la persona prova a mantenere un equilibrio.

orientamento

La teoria è importante, ma nella stanza di terapia non viene prima della persona. Il modello serve a orientare il lavoro, non a incasellare chi ho davanti.